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-= LA PALLAVOLO =-



Introduzione

 

Italia 1995 - La nazionale italiana di pallavolo immortalata dopo essersi aggiudicata, contro l’Olanda, la finale dei campionati del mondo di Grecia, nel 1995. La pallavolo è uno sport di squadra che si gioca con la palla su un campo, dalla superficie in parquet o in materiale sintetico, di forma rettangolare, suddivisa in settori da linee bianche parallele ai lati più corti del campo. Il campo è diviso a metà, sul lato lungo del rettangolo, da una rete (alta 2,43 m per gli uomini, e 2,24 per le donne) sostenuta da due montanti laterali. Ogni metà campo è divisa, a sua volta, in due parti: la prima, più vicina alla rete, è lunga 3 m (area d'attacco); la seconda è lunga 6 m (area di difesa).

L'obiettivo del gioco è quello di far cadere a terra il pallone nell'area di gioco avversaria, facendolo passare sempre al di sopra della rete, oppure di mettere gli avversari in condizione di commettere errori, ovvero di non riuscire a rimandare regolarmente il pallone nella metà campo avversaria.

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La squadra e il punteggio

 

 

Campo da pallavolo - L'illustrazione mostra le dimensioni e le varie sezioni di un campo da pallavolo, oltre alle posizioni dei giocatori durante la partita. Il campo è diviso dalla rete in due parti simmetriche, ciascuna delle quali è a sua volta divisa da una linea bianca che separa l'area d'attacco, più prossima alla rete, dall'area di difesa.

La pallavolo è giocata da due squadre di 6 giocatori titolari, il sestetto-base, più altrettanti rincalzi, che possono subentrare nel corso della partita. I ruoli della squadra prevedono difensori, schiacciatori e alzatori. Ciascuna squadra dispone di massimo tre tocchi prima di rispedire la palla oltre la rete. Di solito, la disposizione in campo dei giocatori è di tre nell'area di attacco e tre in quella difensiva.

Il regolamento del punteggio nella pallavolo è stato radicalmente modificato a partire dal gennaio 1999: fino a quella data il punto veniva conquistato solo nel caso in cui la squadra fosse in possesso di palla, ossia avesse messo in gioco la palla con la battuta; il punto conquistato infatti rispondendo alla battuta degli avversari dava semplicemente diritto a conquistarsi la battuta (cambio-palla). Con il nuovo regolamento il cambio-palla, che già da qualche anno non era previsto nel corso del quinto e decisivo set, è stato definitivamente abolito e ogni azione conquistata dà diritto a un punto. Il limite per ottenere la vittoria di set è stato innalzato da 15 a 25 punti, sempre con un minimo di due punti di scarto. Mantiene il limite dei 15 punti solo il quinto set.

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La Tecnica

 

La schiacciata -  Difficile da respingere, la schiacciata rappresenta l'attacco più usato nella pallavolo. Una squadra segna un punto quando la palla batte sul terreno avversario o quando l'altra squadra non riesce a respingere la palla al di sopra della rete dopo averla toccata un massimo di tre volte.

Gli elementi tecnici fondamentali della pallavolo sono la battuta, il bagher o ricezione, il muro, la schiacciata, il pallonetto, l'alzata e il palleggio.

La battuta è il colpo che dà inizio all'azione. Viene effettuata con piedi oltre la linea di fondo campo. È un arma di attacco che può essere molto efficace e costringere la difesa avversaria all'errore: come nel tennis, può essere infatti giocata colpendo la palla con forza e angolazione (battuta in salto), oppure può essere piazzata, con colpo a effetto. Una battuta è sbagliata se la palla colpita cade fuori dalle linee che delimitano la metà campo avversaria, se la palla finisce in rete oppure soltanto se la tocca prima di cadere al di là. Il giocatore in battuta mantiene il servizio sino a quando la propria squadra non commette un errore. In questo caso la battuta passa agli avversari che, prima di riprendere il gioco, devono effettuare una rotazione in senso orario della loro posizione sul campo.

 

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Cenni storici

 

La pallavolo fu inventata nel 1895 dall'americano William G. Morgan, coordinatore di educazione fisica della Young Men's Christian Association di Holyoke nel Massachusetts. L'insegnante probabilmente trasse alcune regole da un precedente gioco tedesco, la faustball (pallapugno), e diede al nuovo sport il nome di minonette, che rievocava un antico gioco di carte francese. Cinque anni dopo, A.T. Halstead, che fu l'artefice della diffusione del gioco negli Stati Uniti, gli diede il nome di volleyball. Divenuta rapidamente molto popolare in tutto il mondo, la pallavolo fu portata in Europa dai soldati americani negli anni della prima guerra mondiale. In Italia i primi incontri si disputarono verso il 1928, e nel 1933 ebbe luogo un primo campionato nazionale che fu vinto dal Genova. La Federazione italiana palla a volo (FIPAV) sorse però a Bologna soltanto nel 1946 e da quell'anno si cominciarono a organizzare campionati nazionali ufficiali, sia maschili sia femminili.

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Competizioni agonistiche

La Federazione Internazionale di Pallavolo fu creata nel 1947, e la prima edizione della Coppa del Mondo si tenne nel 1949; dal 1952 questa manifestazione si svolge ogni quattro anni. La pallavolo è stata ammessa per la prima volta alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964; i Campionati europei sono stati istituiti per gli uomini nel 1948 e per le donne nel 1949. Esiste inoltre la World League, nata nel 1990, una manifestazione internazionale per le rappresentative nazionali maschili che viene giocata dalle dieci squadre più forti al mondo. Per le donne esiste un torneo similare chiamato World Grand Prix, introdotto nel 1993, a cui partecipano le migliori otto formazioni del mondo.

La tradizione pallavolistica mondiale ha visto per anni dominare la scena le rappresentative dell'Est europeo, prima fra tutte l'Unione Sovietica, vincitrice di tre Olimpiadi e di sei Campionati del Mondo, oltre a paesi che, pur non avendo ottenuto grandi risultati agonistici, godevano di grande prestigio tecnico, come il Giappone e Cuba. A partire dalla fine degli anni Settanta anche paesi come gli Stati Uniti, il Brasile e l'Olanda, detentrice del titolo olimpico, hanno schierato squadre molto competitive.

Un vero e proprio fenomeno di successo sportivo si è verificato in Italia a partire dalla fine degli anni Ottanta, in coincidenza con l'arrivo sulla panchina azzurra di Julio Velasco. L'allenatore argentino ha saputo mettere insieme un gruppo di giocatori (da Lorenzo Bernardi ad Andrea Zorzi, da Andrea Gardini a Marco Bracci, da Luca Cantagalli ad Andrea Lucchetta) che ha inanellato, a partire dalla vittoria nel Campionato europeo del 1989, una brillante serie di successi internazionali, ai quali è mancata solo la consacrazione olimpica: eliminati a Barcellona nel 1992, gli azzurri furono battuti in finale dall'Olanda ai Giochi di Atlanta del 1996. I successi della nazionale, che sono continuati anche dopo le dimissioni di Velasco, al termine delle Olimpiadi del 1996, hanno portato la pallavolo in Italia a un alto grado di popolarità: la nazionale ha continuato a essere altamente competitiva vincendo nel 1998, per la terza edizione consecutiva, i Campionati mondiali. Storicamente in Italia la pallavolo ha un grande seguito di pubblico e di praticanti nelle città dell'Emilia-Romagna, le cui squadre (Modena, Parma, Ravenna, Bologna) vantano il maggior numero di campionati nazionali vinti. L'egemonia emiliana è stata solo raramente interrotta: da Firenze, negli anni Sessanta, da Torino, negli anni Settanta, e recentemente da Treviso, detentore del titolo 1998.

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